
Emergenza terremoto in Myanmar
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Emergenza terremoto in Myanmar
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Una scossa impressionante
Il 28 marzo mattina un terremoto devastante di magnitudo 7.7 della scala Richter ha colpito il Myanmar, uno dei paesi più poveri del continente asiatico. L’epicentro è stato a 18 km a ovest di Mandalay, la seconda città più grande del Myanmar, circa 250 km a nord della capitale Naypyidaw. Secondo le ultime notizie il forte terremoto ha causato almeno 1.700 morti, 3 mila feriti, oltre a centinaia di dispersi, ma questi numeri purtroppo cresceranno nelle prossime ore, poiché sono ancora in corso le complesse operazioni di soccorso; secondo un’agenzia indipendente del governo statunitense i morti potrebbero arrivare a 10 mila.
La scossa ha causato devastazioni diffuse, soprattutto nella città di Mandalay, dove numerose abitazioni, pagode, moschee e chiese sono stati ridotte in macerie. Anche l’iconico ponte di Sagaing, che attraversa il famoso fiume Irrawaddy, ha subito gravi danni, con parti della struttura che sono crollate nel fiume. Migliaia di persone sono sotto shock.
I salesiani sono presenti sul campo
La comunità salesiana di Mandalay è stata gravemente colpita, la cappella di San Giovanni Paolo II ha subito danni ingenti, con il crollo della facciata e di parti delle pareti. Due fedeli presenti per l’adorazione sono rimasti feriti. “A Mandalay gestiamo un centro per i bambini di strada con circa 65 ragazzi, grazie a Dio i salesiani e i ragazzi sono riusciti a uscire dagli edifici prima che il muro cadesse, un ragazzo e due membri dello staff sono stati colpiti alla testa mentre uscivano dalla cappella. Anche la casa provinciale è stata parzialmente danneggiata, poiché gli edifici sono abbastanza vecchi”, ci scrive padre Bosco Nyi Nyi. Ad Anisakan, che ospita molti edifici religiosi dei salesiani di Don Bosco e delle Figlie di Maria Ausiliatrice il terremoto ha causato danni strutturali diffusi. Questo disastro naturale colpisce il Myanmar in un momento di grande instabilità politica, rendendo estremamente difficili gli aiuti umanitari, i trasporti e le comunicazioni. Le comunità salesiane, insieme alla popolazione locale, stanno lottando per rispondere ai bisogni urgenti delle persone colpite. “Chiediamo umilmente le vostre preghiere per il nostro popolo in questo momento di calamità”, ha dichiarato don Edward Sein Myint, missionario salesiano, “il cammino verso la ripresa richiederà non solo assistenza materiale, ma anche solidarietà spirituale, mentre ci sosteniamo a vicenda nella ricostruzione delle nostre vite e della nostra fede”.
Stai al fianco dei salesiani per poter organizzare una risposta immediata verso la popolazione colpita, grazie di cuore!
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